Sorridi donna

sorridi sempre alla vita

anche se lei non ti sorride.

Sorridi agli amori finiti

sorridi ai tuoi dolori

sorridi comunque.

Il tuo sorriso sarà

luce per il tuo cammino

faro per naviganti sperduti.

Il tuo sorriso sarà

un bacio di mamma,

un battito d’ali,

un raggio di sole per tutti.

Alda Merini 

Il nuovo numero di Isonzo Soča sarà presentato martedì 3 marzo a Nova Gorica, alle ore 18 presso knjgarna kavarna Maks, in Delpinova ulica e martedì 10 marzo, alle ore 19 presso pekarna kavarna Cotič, Corso Verdi 51 a Gorizia

Il tema è particolarmente importante: cosa significhi vivere in un territorio plurilingue e multiculturale.

La copertina, con un gioco di parole tra italiano e sloveno, richiama il  contenuto anche attraverso la riproposizione della pittura paririetale realizzata dal pittore Franco Dugo sul "muro delle cinque lingue" di Podgora, voluto da Alba Gurtner e purtroppo attualmente in grave condizione di degrado.

Oltre a numerosi interventi sul tema - curati in modo particolare da giovani collaboratori - si parla anche della Capitale europea della Cultura, con diversi interventi, in italiano sloveno e friulano, che aprono  un dialogo costruttivamente critico sull'evento che ha caratterizzato l'anno 2025.

Non mancano riferimenti all'attualità internazionale, recensioni di libri - tra i quali si segnala la speciale lettura del Porzus di Alessandra Kersevan da parte di Franco Juri - e di film storici.

Naturalmente c'è lo spazio dedicato alla poesia e l'immancabile Koren/Corno con interessanti riferimenti alla contemporaneità, in particolare, ma non solo in Slovenia. E molto, molto altro...

Non poteva essere dimenticato il fondatore e storico direttore della rivista Dario Stasi, con un toccante ricordo di Agostino Colla e la riproduzione di un ritratto in grafica di Remigio Gabellini.

Un grazie speciale ai collaboratori Katarina Visintin e Peter Abrami e a tutti voi un augurio sentito di buona lettura!

Red.

 

Venerdì 27 febbraio, ore 18.03
Via Gorizia 88, Cormòns (GO)

L’incontro è ospitato da UNITRE Cormons — Università della Terza Età — nell’ambito della rassegna “Il Libro del venerdì” ed è il primo di alcuni eventi in collaborazione con Il Libro delle 18.03.
UNITRE Cormons è da anni punto di riferimento culturale del territorio, impegnata nella promozione della formazione permanente, della socialità e della diffusione del sapere a tutte le età.

Alla gentilezza di chi la raccoglie è la frase che Giulio Cargnelutti riesce a scrivere con un lapis di fortuna sulla busta di una lettera, prima di lanciarla dal vagone che lo sta deportando in Germania. Il tenente, catturato dalle SS il 20 luglio 1944 a Tolmezzo, tenta così di avvisare la giovane moglie e i suoi cari, ignari di quanto gli stia accadendo.
Inizia per lui un viaggio lunghissimo, stipato nei carri bestiame piombati, fino al campo di Campo di concentramento di Buchenwald, dove trascorrerà nove mesi come deportato politico, senza possibilità di ricevere pacchi o corrispondenza.
Una storia vera, scritta dalla figlia, che racconta la tragica esperienza vissuta dal padre nel lager, ma che invita anche a scoprire come sia possibile attraversare l’inferno sostenuti dall’amore, dalla fede, dall’arte e, infine, dal perdono.

L’autrice dialogherà con Cristina Feresin. Introducono Luciano Patat e Paolo Polli.

Raffaella Cargnelutti
Critica e storica dell’arte, nonché narratrice, vive a Tolmezzo (UD). Esordisce nella narrativa con Il ritratto di Maria (Kappavu Editore, Udine, 2010). Nel 2011 pubblica Viandante sul mare di nebbia, racconto ispirato al celebre dipinto di Caspar David Friedrich. Nel 2012 esce L’opera imperfetta, vita romanzata del pittore Gianfrancesco da Tolmezzo, cui seguono Fiabe e leggende della Carnia e La pulce e altre storie della Carnia. Per Bottega Errante Edizioni ha pubblicato La valle dei Ros e Alla gentilezza di chi la raccoglie.

Cristina Feresin
Giornalista pubblicista, critica d’arte e curatrice indipendente, è laureata in Conservazione dei Beni Culturali all’Università di Udine. Collabora da anni con la pagina Cultura e Spettacoli de Il Piccolo di Trieste. Ha curato numerose mostre dedicate all’arte contemporanea e agli artisti del territorio ed è autrice e coautrice di contributi critici e cataloghi d’arte.

 

Alla gentilezza di chi la raccoglie. Dall'inferno di Buchenwald. Una storia vera - Raffaella Cargnelutti - copertina

 

di Andrea Bellavite

 

 

Ecco un volume da non perdere: l'Atlante immaginario del Friuli Venezia Giulia, curato da Mariaelena Porzio con la collaborazione di ben 39 componenti dell'Associazione degli Scrittori FVG. Insieme agli autori, la qualità è garantita anche dall'editore Gaspari che ha pubblicato il testo nell'autunno 2025.

Di cosa si tratta? Ogni capitolo corrisponde a una via: della Natura, della Storia, delle Piazze, del Mare, dei Borghi, dei Viandanti, dei Sassi, delle Grotte e del Carso. Ogni percorso è introdotto da un'intensa poesia del giovane e assai promettente Elia Trentin.

In ognuna delle otto parti si possono leggere cinque racconti brevi. Ci si immerge così in tanti luoghi della Regione, pieni di fascino, storia, emozione e magia. L'idea è quella di descrivere una determinata realtà, con una narrazione in grado di identificare gli spazi, non con la particolarità analitica di una guida turistica, ma con la simbolica sintetica della ricerca dell'essenza. Ne derivano quaranta assai originali e spesso avvincenti immagini di altrettanti ambienti, un vero e proprio viaggio sulle ali della fantasia, partendo da Udine e descrivendo intorno al capoluogo friulano una serie di cerchi concentrici, formando una speciale margherita letteraria.

I generi, gli stili, i caratteri, gli argomenti sono totalmente diversi, ma l'impressione finale di una lettura continuata o a sprazzi, è quella di una forte unità, per così dire, "spirituale". Il libro, nella sua varietà, è interessante, profondo, divertente. Leggendo si impara, si riflette, si sorride e ci si stupisce di quanto sia affascinante e ricco di storia ogni frammento di questo spazio vitale - tra l'Adriatico e le Alpi Giulie - nel quale abbiamo il grande privilegio di abitare.

Ah sì, il libro sarà presentato a Gorizia in aprile, nell'ambito della prestigiosa rassegna del Libro delle 18.03. Ma recuperatelo prima, in qualsiasi libreria, ne vale veramente la pena. 

Anche perché, modestamente... tra i nomi dei tanti autori, c'è anche il mio.

Si terrà giovedì 6 marzo alle ore 15:00, nell’Aula Magna del Polo Universitario Santa Chiara a Gorizia, la cerimonia di premiazione della seconda edizione del Premio per le Tesi di Laurea in Lingua Inglese promosso dalla Fondazione Roberto Visintin.

Il Premio è rivolto agli studenti del corso di Relazioni Pubbliche – DILL dell’Università degli Studi di Udine che scelgono di scrivere la propria tesi in lingua inglese. L’iniziativa intende valorizzare l’inglese come strumento di connessione tra persone, comunità e culture. Come evidenziato dal prof. Nickolas Komninos, il riconoscimento mira a promuovere una comprensione linguistica e culturale condivisa, riconoscendo il ruolo centrale della lingua nella costruzione del dialogo internazionale.

A seguito di un’attenta valutazione dei curricula e degli elaborati finali, la Commissione ha individuato i vincitori dell’edizione 2025, che verranno premiati dalla Presidente e dal Direttore della Fondazione, Evelyn Ann Todd e Paolo Polli.

Elisa Cavicchi, con la tesi “Understanding Public Health Communication: A Multimodal Critical Discourse Analysis of Secretary Kennedy’s ‘MAHA Tour’ Videos”.

Il lavoro propone un’analisi critica della comunicazione sanitaria istituzionale attraverso un approccio di Multimodal Critical Discourse Analysis. Lo studio esamina i video ufficiali del MAHA Tour del Segretario Robert F. Kennedy Jr., mettendo in luce come il discorso sulla salute sia influenzato dall’ideologia neoliberale, che attribuisce la responsabilità del benessere principalmente al singolo individuo. L’analisi evidenzia anche la costruzione strategica della fiducia istituzionale e la centralità del discorso del rischio nella promozione di specifici comportamenti legati alla salute e all’alimentazione.

Mauro Viti, con la tesi “Cognitive Functions and Language in Healthy Aging: A Focus on Verbal Fluency”. La ricerca indaga il rapporto tra funzioni cognitive e linguistiche nell’invecchiamento sano, con particolare attenzione alla fluenza verbale. Su un campione di 179 adulti italofoni tra i 29 e gli 89 anni, lo studio evidenzia un declino della fluenza semantica con l’età, a fronte di una sostanziale stabilità della fluenza fonemica. I risultati sottolineano il ruolo cruciale delle funzioni esecutive e l’importanza dell’istruzione come fattore protettivo nel mantenimento delle abilità cognitive.

Oltre al Premio per le Tesi di Laurea in lingua inglese in collaborazione con l’Università degli Studi di Udine, la Fondazione Roberto Visintin promuove il “Premio per le Tesi di Laurea in Sicurezza sul Lavoro”, in collaborazione con l’Università degli Studi di Trieste, il “Premio di Letteratura”, in collaborazione con l’Associazione Culturale Il Libro delle 18.03, e il “Premio alle Tesi di Laurea in Storia Contemporanea”, con l’Università di Budapest.

Relativamente al Premio letterario, il 15 gennaio si sono chiusi i termini di partecipazione; sono stati ammessi, in base ai parametri specificati nel bando, una decina di titoli. I titoli saranno ora valutati dalla giuria, composta dal critico teatrale — e fino a qualche mese fa firma di punta delle pagine culturali del quotidiano Messaggero Veneto — Mario Brandolin; da Emanuela Masseria, giornalista dal 2003 che lavora all’Università di Trieste nel settore della divulgazione scientifica; e da Marco Menato, già direttore della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia e di Trieste. Da quest’anno entra a far parte della giuria anche Paolo Polli, direttore della Fondazione Visintin e presidente dell’Associazione Apertamente, nonché animatore fin dall’inizio della manifestazione letteraria “Il libro delle 18.03”.

Attraverso queste iniziative, la Fondazione rinnova il proprio impegno nella promozione della cittadinanza attiva, della coesione sociale, dell’inclusione e dello sviluppo della persona, con particolare attenzione ai settori della cultura, della ricerca storica e scientifica e della beneficenza.

La Fondazione è stata istituita in memoria di Roberto Visintin, figlio dei fondatori prematuramente scomparso, con l’obiettivo di proseguire e valorizzare gli ambiti che ne hanno contraddistinto gli interessi personali.