Domenica 12 aprile, nella splendida cornice di Villa Codelli, si è svolto un incontro di grande valore e partecipazione.

Andrea Zannini ha presentato 1976-2026. Miti e realtà dei terremoti del Friuli preceduto dall’introduzione di Roberto Collini. Un appuntamento che ha saputo richiamare un grande pubblico, attento e coinvolto.

A portare il saluto dell’amministrazione, il vicesindaco di Mossa Andrea Bullitta.

In conclusione, il “terzo tempo” presentato dall’ing. Fares Issa del progetto Cerchiorosso, accompagnato dai vini dell’Azienda Marissima presentati da Marta Venica. 

Giovedì 9 aprile, al Trgovski Dom di Gorizia, abbiamo presentato il libro di Katja Hrobat Vriloget, che ha dialogato con Stefano Lusa (evento nell'ambito del progetto Estensioni, dentro la letteratura di confine a cura dell'Associazione Culturale Bottega Errante).
 
Il libro: nel complesso mosaico dell’esodo giuliano-dalmata, questo saggio inserisce un tassello rimasto a lungo mancante: la storia di chi restò. Uomini e donne che, nel secondo dopoguerra, non lasciarono l’Istria insieme a gran parte della comunità italiana, ma rimasero in una terra profondamente trasformata, passando da cittadini a “stranieri in casa propria”.
Nell'ambito del progetto Cerchiorosso, era presente la Tenuta Borgo Conventi, con i suoi vini Isonzo e Collio. Il responsabile della tenuta, Paolo Corso, ha raccontato la storia della Tenuta e la produzione vitivinicola durante il tradizionale "terzo tempo".
 

Sala piena mercoledì 8 aprile al Kulturni Dom di Gorizia.

Protagonista della serata il libro “Il tempo dei semplici” di Luigi Nacci, un racconto che invita a rallentare, riscoprire l’essenziale e ritrovare un contatto autentico con la natura e con se stessi. In questo romanzo ambientato a Trieste, un figlio racconta i genitori prima che il tempo li porti via. Sullo sfondo di una città di confine, tra memoria imperiale e mondo balcanico, prende forma l’epopea semplice e universale di due persone comuni, osservate con tenerezza e commozione. Dopo I dieci passi dell’addio, Luigi Nacci affronta un altro distacco: quello, struggente, dai genitori ancora in vita.

In apertura, Stefano Cosma ha presentato il progetto Cerchiorosso, filo conduttore che accompagna tutti gli incontri di questa edizione primaverile della rassegna. A rendere ancora più speciale l’atmosfera, la presenza di Robert Princic dell’azienda Gradisciutta, che ha illustrato i prodotti della sua azienda, accompagnando i presenti nel corso del “terzo tempo".

 

Secondo appuntamento con la rassegna letteraria Il Libro delle 18.03, nella sua edizione primaverile 2026.

L’occasione è stata la mostra fotografica OBIETTIVO DI CONFINE / CILJ MEJA di Pierluigi Bumbaca, per tutti “Pigio”, artista poliedrico: musicista polistrumentista oltre che fotografo.

La mostra racconta Gorizia attraverso fotografie realizzate dall’autore dagli anni ’80 fino all’8 febbraio 2025, giorno dell’inaugurazione di GO! 2025, quando Gorizia e Nova Gorica sono state Capitale europea della Cultura.

Gli scatti documentano il passaggio dalla divisione della cortina di ferro alla dimensione europea, intrecciando memoria, cronaca e trasformazioni storiche.

Pierluigi Bumbaca ha collaborato con i quotidiani Il Piccolo, Primorski Dnevnik e altre testate. Dal bianco e nero — quando il risultato degli scatti si scopriva solo dopo lo sviluppo della pellicola — fino al 2025, in oltre quarant’anni di lavoro ha offerto uno sguardo continuo sulla vita e sull’identità della città di confine.

 

L’incontro si è concluso, come di consueto, con la degustazione proposta da uno dei viticoltori del Progetto Cerchiorosso: in questa occasione, l’Azienda vitivinicola Music di San Floriano del Collio, guidata da Ivan e Orieta insieme ai figli Elija e Fabijan. È stato Elija a raccontare la storia della famiglia e della produzione, accompagnando il pubblico in una degustazione particolarmente apprezzata dai numerosi presenti.


 

Ospite del primo appuntamento della rassegna primaverile de Il Libro delle 18.03, ieri sera presso la Sala culturale della Stazione ferroviaria di Gorizia, Božidar Stanišić, scrittore, poeta e insegnante, fuggì dalla Bosnia ed Erzegovina nel 1992 rifiutandosi di indossare qualsiasi tipo di divisa. Arrivato in Italia, ha trovato la sua residenza a Zugliano (Udine), dove si è stabilito con la famiglia e vive tuttora.

È uno dei massimi conoscitori della letteratura dell’area balcanica, in particolare dell’opera del premio Nobel Ivo Andrić.

Davanti a un pubblico numerosissimo e attento, lo scrittore ha narrato la Bosnia degli anni Novanta, prima e dopo lo scoppio del conflitto: la meravigliosa Sarajevo distrutta dall’assedio, i momenti di incredulità che precedono la guerra e gli attimi di spaesamento immediatamente successivi. Questi sono gli sfondi delle storie di uomini e donne che vedono cambiare all’improvviso il corso della loro vita.

Lo scrittore ha dialogato con Mauro Daltin, direttore editoriale di Bottega Errante, che ha ripubblicato I buchi di Sarajevo, con una prefazione di Paolo Rumiz. L’incontro è stato introdotto da Paolo Polli e, al termine, il folto pubblico ha potuto degustare i vini della Tenuta Flaibani, raccontati dalla produttrice Bruna Flaibani.

La cantina aderisce al progetto Cerchiorosso, nato dalla volontà di collegare produttori ed eccellenze enogastronomiche, rivendicando l’importanza del “fare rete”.

 

Un “contenitore” di piccole, medie e grandi realtà, in cui sono le persone a fare la differenza: persone che, con le loro storie e il loro lavoro, contribuiscono all’identità e all’evoluzione di un luogo, come parte del patrimonio italiano.