Il programma completo dell'edizione Primavera 2025 de Il Libro delle 18.03, con presentazioni dal 3 aprile al 3 maggio 2025


Arriva la Primavera e, puntualmente come succede ormai dal 2008, ritorna anche la rassegna letteraria Il libro delle 18.03. Per una manifestazione che ha sempre viaggiato a cavallo del confine, nata in una stazione ferroviaria, punto di partenza anche delle corriere, il 2025, con Nova Gorica Gorizia Capitale europea della Cultura, non può che essere un anno particolare. Il titolo che vede le due città finalmente unite è per noi il coronamento, come per tante altre persone e associazioni, al di qua e al di là del confine, di un percorso e di un dialogo al quale abbiamo sempre, naturalmente, creduto, coltivando mille iniziative, senza o con pochissime risorse.
Un percorso che continueremo a fare anche quando il 2025 sarà finito, qualche riflettore sarà spento, qualche bando si sarà chiuso e qualche finanziamento cessato.
Ma intanto godiamocelo tutto, questo anno GO!2025, abbattendo quegli ostacoli che ancora persistono, ormai più nella nostra testa che sul terreno, a partire dalla conoscenza della lingua e della cultura del nostro vicino. La nostra Capitale europea della Cultura è un messaggio estremamente positivo per tutta l’Europa dove stanno prevalendo i particolarismi, gli sguardi a un passato che tutti speravamo morto e sepolto, i timori di una guerra vicina alle porte di casa.
Presenteremo il programma dell’edizione primaverile de Il libro della 18.03 sabato 22 marzo, alle ore 11, a Nova Gorica, alla Libreria Caffè- Knjigarna kavarna Maks. Sarà nostra ospite, per l'occasione, la critica letteraria Ana Geršak che collabora con numerosi giornali, riviste e reti televisive italiane e slovene. Ana, che ringraziamo per la disponibilità, ci aiuterà nella traduzione italiano sloveno e viceversa.
Pur restando Gorizia il centro delle iniziative, la rassegna porterà il logo di GO!2025 anche in altre località del territorio come Sagrado, Gradisca d’Isonzo, Villa Codelli, a Mossa e, appunto, Nova Gorica.
Saranno complessivamente dieci gli incontri con l’autore, a partire da giovedì 3 aprile. La rassegna si concluderà, come negli ultimi anni, a Sagrado, il 3 maggio, con la consegna del Premio Roberto Visintin, arrivato alla sua quinta edizione e organizzato e promosso dall’Associazione culturale Apertamente e dalla Fondazione che porta il nome del giovane studioso scomparso prematuramente qualche anno fa. La commissione che aggiudicherà il premio, composta da Emanuela Masseria, (presidente), Mario Brandolin e Marco Menato, ultimerà i propri lavori, tanti sono i libri pervenuti, quando il programma della rassegna sarà già stampato e diffuso e conosceremo il nome del vincitore in corso d’opera.
Per il resto la rassegna vedrà qualche gradito ritorno con nuove opere: la maggioranza saranno delle new entry, anche molto conosciute. Non mancherà la consueta lectio domenicale, che questa primavera vedrà a Mossa Marzio G. Mian, giornalista e scrittore che ha svolto inchieste e reportage in 58 Paesi del mondo. L’autore nel 2023 ha ricevuto il True Story Award, premio per il Miglior reportage internazionale. Mian, giornalista affiliato al Pulitzer Center di Washington, ha anche fondato la società giornalistica non profit The Arctic Times Project (Usa), che racconta le conseguenze del cambiamento climatico nella regione artica. Tra i suoi ultimi lavori: Guerra bianca, Maledetta Sarajevo (con Francesco Battistini), Volga Blues (2024).
Grazie a tutti quelli che da tanti anni ci supportano, a vario titolo, e che anche in questa occasione hanno voluto starci vicino permettendoci così di portare avanti questo progetto, conosciuto e apprezzato anche aldilà della nostra Regione, del quale siamo orgogliosi.
Vi invitiamo ad essere, come sempre, numerosi: vi aspettiamo..
lo staff de Il libro delle 18.03
Caterina, Sara, Franca, Giorgia, Valentina, Nevio, Max, Andrea, Nicola, Marino, Massimo, Marco, Paolo
Pomlad prihaja in z njo, točno tako kot že od leta 2008 dalje, se vrača tudi literarna prireditev Knjiga ob 18.03. Leto 2025 in Nova Gorica Gorizia – Evropska prestolnica kulture bosta imela za Knjigo ob 18.03 velik pomen, saj gre za niz literarnih večerov, ki so se od vedno dogajali na meji.
Evropski naziv, ki združuje ti dve mesti, je prebivalcem in številnim združenjem na obeh staneh meje pomenil potrditev in vrhunec poti dialoga, v katerega smo vedno verjeli. V tej smeri smo organizirali številne dogodke, pogosto tudi brez ali z minimalnimi finančnimi sredstvi.
To pot bomo nadaljevali tudi po letu 2025, ko se bodo žarometi prižgali kje drugje, razpisi zaprli in financiranje ustavilo.
Za zdaj pa v celoti zaživimo v letu GO!2025 in skušajmo porušiti ovire, ki še vedno obstajajo - zdaj bolj v naših glavah kot v resničnosti - začenši s poznavanjem jezika in kulture naših sosedov. Naša evropska prestolnica kulture je zelo pozitivno sporočilo za Evropo, kjer prevladujejo partikularizmi, pogledi v preteklost, za katere smo upali, da so bili že zdavnaj pokopani - in strahovi pred vojno pred vrati.
Program spomladanske izdaje Knjiga ob 18.03 bomo predstavili v soboto, 22. marca, ob 11. uri v Novi Gorici v Knjigarni kavarni Maks. Naša gostja bo tudi literarna kritičarka Ana Geršak, ki sodeluje s številnimi slovenskimi in italijanskimi časopisi, revijami in televizijami. Ani se zahvaljujemo za razpoložljivost, pomagala pa nam bo pri obojestranskemu slovensko-italijanskemu prevodu.
Čeprav ostaja Gorica središče literarnih dogodkov, bo prireditev z logotipom GO!2025 potekala tudi na drugih lokacijah: v Zagraju, Gradišču ob Soči, Vili Codelli v Mošu in seveda v Novi Gorici.
Skupaj se bo zvrstilo 10 srečanj z avtorji, začenši s četrtkom, 3. aprila. Prireditev se bo zaključila, kot že prejšnja leta, 3. maja v Zagraju s podelitvijo Nagrade Roberto Visintin, ki je dosegla peto izdajo in jo organizirata kulturno društvo Apertamente ter fundacija, nosilka imena mladega raziskovalca, ki je pred leti preminil. Žirija (Emanuela Masseria – predsednica, Mario Brandolin, Marco Menato) bo zaključila svoje delo šele, ko bo program že natisnjen, zmagovalca pa bomo spoznali med potekom.
Na dogodkih bo tudi nekaj avtorjev, ki so bili naši gostje že v preteklosti - seveda s svojimi novimi deli. Večina avtorjev pa bo z nami prvič, nekaj od teh je tudi zelo znanih.
Gost tradicionalne lectio bo tokrat Marzio G. Mian, novinar in pisatelj, ki je s svojimi reportažami poročal iz 58 držav. Leta 2023 je prejel True Story Award za najboljšo mednarodno reportažo. Mian, novinar pri Pulitzerjevem centru (Washington), je ustanovil tudi neprofitno organizacijo The Arctic Times Project (ZDA), ki dokumentira posledice podnebnih sprememb na Arktiki. Med njegovimi zadnjimi deli so Guerra bianca, Maledetta Sarajevo (s Francesco Battistinijem) in Volga Blues (2024).
Hvala vsem, ki nas že leta podpirate na različne načine in ste nam tudi tokrat pomagali ohranjati ta projekt, ki je prepoznaven in cenjen tudi zunaj naše regije. Ponosni smo nanj.
Vabimo vas, da se nam kot vedno pridružite v velikem številu – pričakujemo vas!
Ekipa Knjiga ob 18.03
Caterina, Sara, Franca, Giorgia, Valentina, Nevio, Max, Andrea, Nicola, Marino, Massimo, Marco, Paolo

Voglio scusarmi con tutte le donne
che ho definito belle
prima di definirle intelligenti o coraggiose
scusate se ho fatto figurare
le vostre semplicissime qualità innate
come le prime di cui andare fiere quando
il vostro spirito ha sbriciolato montagne
d’ora in poi dirò cose come
siete resilienti o siete straordinarie
non perchè non vi ritenga belle
ma perchè siete ben più di questo
Poesia
di Rupi Kaur

di
"Vista da Occidente, la Russia è oggi una terra lontana, misteriosa, ostile. Dall'invasione dell'Ucraina sembra sprofondata in un buio ancora più fitto che ai tempi più bui dell'Unione Sovietica, come un pianeta a sé stante, un mondo reso sinistramente lontano e inaccessibile dalla guerra. Sfidando i paranoici controlli dei servizi di sicurezza, Marzio G. Mian è tuttavia riuscito a viaggiare per seimila chilometri nella pancia, nel cuore e nell'anima della Russia. Per farlo ha scelto la rotta maestra della sua storia: il Volga, il fiume, totem e destino, autobiografia del popolo russo, secondo le parole di Michail Piotrovskij, direttore dell'Ermitage. Sulle sue sponde si è radicata, infatti, la fede ortodossa dopo il crollo di Costantinopoli, è sorto l'impero zarista, si è affermato quello sovietico, con la battaglia di Stalingrado e l'industrializzazione forzata di Stalin, si è consolidato il progetto neo-imperiale dell'autocrazia post-sovietica di Vladimir Putin. "Patria" dei tatari, dei cosacchi, dei monaci-santi, degli sciamani, di Razin, Pugačëv, Lenin, Kerenskij, Gončarov, Puškin, Gor'kij, Chlebnikov, della Russia arcaica e rurale, di quella metropolitana e dei grandi spazi pieni di nulla, delle steppe e dei sovchoz, delle fabbriche e delle izbe, della tradizione più reazionaria e della rivoluzione più spietata, il Volga è il fiume in cui Europa e Asia si incontrano o si dividono, a seconda che la bussola della Storia russa indichi Oriente oppure Occidente. Viaggiando da nord a sud, dalla sorgente nella regione del Valdaj, tra San Pietroburgo e Mosca, fino ad Astrakan' sul Mar Caspio, passando per Tver', Dubna, Rybinsk, Jaroslav', Nižnij Novgorod, Kazan', Ul'janovsk, Samara, Saratov, Volgograd, senza mai incontrare uno straniero, senza ascoltare altra lingua che il russo, Mian svela l'"altro fronte" del feroce scontro in atto con l'Occidente, il fronte di un popolo fatto di molte nazioni e tenuto insieme dal brutale, fragile, antico sogno di una civiltà imperiale. Sulle sponde del grande fiume che attraversa la Russia, alla ricerca delle radici di un paese travolto dal suo passato, àncora e demone, tabù e destino dei suoi tanti popoli.

Trieste è la città dei destini, un catino dove si mischiano vita e sangue di genti diverse fra loro, una lavagna grigia sulla quale tracciare le invisibili linee d'intersezione di ogni fatalità. In questa città che sente lungo il confine con la Jugoslavia tutto il peso della Guerra Fredda, il giornalista Ettore Salassi, svagato, disordinato e con un formidabile istinto per i guai, accetta di collaborare con i servizi segreti. Arruolato nel Sid, raccoglie informazioni su gruppi e persone vicini all'estremismo sia di destra che di sinistra. Ma anche lui ha qualcosa da nascondere: un passato oscuro, durante la guerra, il singolare vizietto di rubare libri e un debole per le donne che gli complicano la vita. In redazione fa coppia con l'amico e collega Max Pastini, che in quanto a debolezze non è da meno. Mentre i due si barcamenano fra articoli di routine e piccole inchieste quotidiane, Salassi si trova coinvolto in un caso che avrebbe voluto evitare: alla vigilia del tentato golpe Borghese, nel dicembre del 1970, un giovane militare di stanza in una caserma sul Carso viene trovato morto. Fantasmi del passato e del presente lo minacciano, e l'amore per una bella slovena dalla vita misteriosa lo porterà in un pericoloso labirinto dove sarà costretto prima di tutto a fare i conti con se stesso.
Pietro Spirito, vive e lavora a Trieste.
Scrittore e già giornalista professionista alle pagine culturali del quotidiano "Il Piccolo", ha pubblicato saggi, romanzi, racconti, e curato antologie.
Collabora con la Rai e diverse riviste e periodici tra cui "L'Indice".
Ha svolto seminari e corsi di scrittura creativa e giornalismo in alcune scuole superiori, università enti e associazioni, ed è fra l’altro socio e collaboratore della Deputazione di Storia patria della Venezia Giulia e della sezione italiana dell'Historical Diving Society.
Suoi racconti sono stati tradotti in francese, catalano, croato, ungherese.