Intervista a Marzio Mian di Mario Brandolin 

Un reportage sulla Russia di oggi seguendo il corso del suo fiume più importante e rappresentativo, il Volga. Questo è Volga blues (ed.Feltrinelli Gramma) da poco in libreria.  L’ha scritto il giornalista Marzio G. Mian, friulano di Fanna, reporter giramondo per professione in oltre 50 paesi del mondo per media italiani e internazionali, che lo presenta in un incontro organizzato dall’Associazione Il Libro delle 18.03 il 27 aprile alle 11.03 a Villa Codelli di Mossa (Go). Un viaggio, quello narrato da Mian, attraverso spazi e città nei quali si è scandita la storia di questa nazione, sin dai suoi albori. E che oggi ne riflettono con altrettanta forza la problematicità tra un passato ingombrante e un presente carico di incognite. Un volume e un reportage quanto mai attuali nel cercare di capire “che cosa vuol dire essere russi al tempo dell’offensiva neo-imperiale di Putin”, attraverso il racconto di numerosi incontri con imprenditori, religiosi, mercenari e intellettuali. Abbiamo chiesto a Mian, dopo un viaggio durato un mese, che idea si è fatta della Russia di oggi, in guerra intanto con l’Ucraina e poi si vedrà? “Ho avuto delle conferme e delle smentite. Conferme soprattutto riguardo al consenso che oggi c’è in Russia, più di due anni fa quando andai lì allo scoppio della guerra con l’Ucraina e c’era un disagio generale, un disorientamento rispetto all’azione bellica nei confronti di un paese che è comunque percepito come paese fratello. Oggi c’è un consenso che non riguarda tanto la guerra in Ucraina quanto l’azione generale di Putin. L’aver cioè innescato un processo di scardinamento dell’ordine internazionale per una nuova centralità della Russia. Con la consapevolezza che l’Occidente è diventato un nemico da combattere, cui la Russia ha girato le spalle.”Che cosa è la passionarnost, questa costante nel tempo dell’anima russa sulla quale anche Putin oggi fa leva? “La capacità dei russi di sopportare delle sofferenze, anche sacrificarsi nel nome di un mondo che parla prega pensa in russo, una visione del mondo. Una specie di manifesto scritto in cirillico.” Lei cita, su segnalazione di uno dei suoi interlocutori, una frase dello scrittore ottocentesco Saltykov-Ščedrin: “Svegliatemi tra cent’anni, chiedetemi che cosa sta succedendo in Russia e vi risponderò: si ruba, si beve e si fa la guerra.” E’ proprio così? “Sono quelle frasi ad effetto che vogliono sottolineare quasi la circolarità della storia russa, di un ritorno di certe dinamiche. In particolare della smuta, ossia quel tempo di caos incertezze e torbidi che si è ripresentato spesso nel corso dei secoli in Russia, a partire dal dopo Ivan il terribile per arrivare sino alla crisi degli anni ’90, seguita al crollo dell’Unione Sovietica. Con la percezione che il paese sia in pericolo. E questo è molto presente: la paura più grande per i russi è che la Russia possa subire un crollo, disgregarsi; è una paura antica che corrisponde anche alla bulimia di terra della Russia e contemporaneamente c’è la percezione della sua fragilità. È quasi un’ossessione, una paranoia: da qui il bisogno dell’uomo forte e la convinzione che la democrazia non può essere sufficiente a garantire quel mondo.” Lei ha definito questo libro e il viaggio come un azzardo. “ E’ stato così, perché non avevo il visto giornalistico e quindi mi muovevo a mio rischio e pericolo. Il libro, che uscirà anche in molti altri paesi, è lo sviluppo di un reportage scritto per Harpers che nei giorni scorsi ha avuto la candidatura al Pulitzer, perché è l’unica testimonianza sulla Russia in questo momento.” Ma azzardo anche perché pone delle domande sul “nostro” mondo, di noi occidentali, sulla “nostra” libertà. “Cercare delle risposte in Russia ha innescato delle domande, in particolare sulla chiusura tra noi e i russi, in questo che è a tutti gli effetti uno scontro di civiltà. Frutto dell’idea che i russi hanno di noi, di un occidente in crisi e fragile, anche vittima di una cultura che abbatte le statue, si autoincrimina per il passato. Per cui la nostra sola forza pare quella delle armi, dell’azione della NATO sulla quale solo in America sembra esserci stato un’analisi critica anche di denuncia delle responsabilità della NATO nell’aver in parte contribuito a innescare la guerra. Fermo restando che quello di Putin contro l’Ucraina è un atto criminale.” “Alla casa di Fanna, patria d’incanto e calicanto”, così la dedica del libro…“E’ la piccolissima patria nella piccola patria del Friuli, è il mondo che mi ha permesso di immaginarmi in giro per il mondo. Faccio fatica a ricordare, ad esempio, viaggi anche recenti. Ma del primo viaggio, quello con mia zia sulla littorina verso a Sacile, ricordo tutto. Tanto che dopo una galleria mi sembrava di essere in America. Un mondo cui sono affezionato e cui era giusto rendere omaggio.”
Mario Brandolin

Il numero 119 di Isonzo Soča sarà disponibile da martedì 15 aprile e sarà presentato martedì 22.4 alle ore 18 presso il Kulturni dom di Gorizia lunedì 5 maggio alle 19 presso la libreria Maks di Nova Gorica.

Siete ovviamente tutti invitati, anche per fissare la data della prossima assemblea generale, in vista del numero 120 che dovrebbe uscire tra fine giugno e inizio luglio.

Seguirà locandina informativa da inoltrare sui social. Vi informo anche che Miha Kosovel sarà condirettore e seguirà più direttamente la raccolta degli articoli in lingua slovena.

 

A Gioia Salvatori, con il libro Avere una brutta natura, il Premio Roberto Visintin, quinta edizione: la consegna a Sagrado sabato 3 maggio, giorno di chiusura della rassegna primaverile de Il libro delle 18.03

 Gioia Salvatori, romana, attrice, autrice e conduttrice si è aggiudicata il Premio dedicato a Roberto Visintin, organizzato dall’ Associazione culturale Apertamente e dalla Fondazione che porta il suo nome.

Il Premio, giunto alla sua quinta edizione, aveva visto in precedenza vincitori Matteo Femia, Marina Lalović e Irma Hibert, Tommaso Speccher ed Enrico Rotelli.

 

Salvatori scrive come drammaturga per il teatro e per la radio; è coautrice e coconduttrice del programma per Rai Radio3 Le ripetizioni. Conduce, con la filosofa Ilaria Gaspari, il programma Playbooks in onda su Raiplay. I suoi monologhi comici sono stati ospiti del programma tv Propaganda Live, Radio2 Social Club e, nell’ultimo anno, ha partecipato al format comico teatrale di Serena Dandini Vieni avanti, cretina!. Dal 2012 ha un progetto web, «Cuoro», che è un contenitore di satira di costume e anche uno spettacolo teatrale che si declina diversamente di volta in volta a seconda dei temi affrontati. Gioia Salvatori arriva in libreria con il suo primo romanzo, dalla lingua materiale e duttile, un’ironia mai prevedibile e spesso tragica, come lo è questa esistenza in cui ci arrabattiamo tutti, irriducibilmente umani.

La commissione che ha valutato i numerosi lavori pervenuti entro il 31 dicembre, da importanti case editrici regionali e nazionali, composta da Emanuela Masseria, Presidente, Mario Brandolin e Marco Menato, ha così motivato la scelta:

Gioia Salvatori non ha scritto un romanzo 'regolare' o 'normale' che dir si voglia, anche se per esigenze editoriali così è classificato in copertina ma non sul frontespizio: Avere una brutta natura, edito da Baldini Castoldi nel 2024. Sono fogli e sfoghi sparsi, raccolti sotto titoli improbabili di capitolo, che non sono poi nemmeno stati ordinati in un indice, dato che si possono gustare saltabeccando qua e là, insomma lo zapping qui è addirittura consigliato. La narratrice racconta o finge di raccontare a un Carlo qualsiasi le sue strane giornate, frenetiche, voraci, piene di luoghi comuni (le multe per esempio) usati per farsi beffa dei topos letterari. Lo fa con prosa e versi che immaginiamo cantati e che si mischiano, lingua spesso inventata, assurda, ironica e incendiaria, che è quella della scena teatrale, e non certo dello scrittore paludato. È un audiodiario, nel senso che andrebbe ascoltato e non letto, di giornate che sembrano normali ma che a un minimo accenno diventano surreali, catastrofiche, scombiccherate, impazzite come capita alla maionese, per chi non riesce a mantenere il ritmo del giro. Giornate tragicomiche in cui molte donne oggi potrebbero riconoscersi. Un compendio di fatti accidentali e accidentati che inciampano nell'emotività dell'autrice e nella presenza-assenza di un ipotetico lui "fin troppo esperito". Un percorso che si può fare col sorriso, attraverso questa piccola "guida" attraverso quello che si potrebbe evitare o, forse, vivere con maggiore leggerezza”.

Il Premio letterario Roberto Visintin, riservato a scrittori con età non superiore ai 45 anni, vuole riflettere sempre meglio il ventaglio di interessi che Roberto Visintin ha coltivato, valorizzando allo stesso tempo la memoria di ciò che ci ha lasciato.

L’Associazione culturale Apertamente e la famiglia di Roberto, attraverso la Fondazione costituita nel 2024, proseguono così nel solco da lui indicato e nel modo migliore per rendere onore alla sua figura: con un premio che porta il suo nome e con cui si promuovono le mescolanze fertili, il plurilinguismo fruttuoso, la memoria condivisa di questi territori, dove la frontiera tra idee, popoli e mercati è stata spesso virtuosa, talvolta sanguinosa, certamente mai banale. Il Premio Visintin rappresenta alla perfezione il tratto migliore di queste zone di confine: è l’azione di uomini che costruiscono e non distruggono”.

I promotori ringraziano tutti gli autori e le case editrici che hanno partecipato con i loro lavori a questa quinta edizione augurandosi di trovarli ancora così numerosi alla prossima che presenterà, lo anticipiamo fin d’ora, una novità: un ulteriore Premio dedicato alla valorizzazione e conoscenza del patrimonio storico culturale del territorio.

Il programma completo dell'edizione Primavera 2025 de Il Libro delle 18.03, con presentazioni dal 3 aprile al 3 maggio 2025

Arriva la Primavera e, puntualmente come succede ormai dal 2008, ritorna anche la rassegna letteraria Il libro delle 18.03. Per una manifestazione che ha sempre viaggiato a cavallo del confine, nata in una stazione ferroviaria, punto di partenza anche delle corriere, il 2025, con Nova Gorica Gorizia Capitale europea della Cultura, non può che essere un anno particolare.  Il titolo che vede le due città finalmente unite è per noi il coronamento, come per tante altre persone e associazioni, al di qua e al di là del confine, di un percorso e di un dialogo al quale abbiamo sempre, naturalmente, creduto, coltivando mille iniziative, senza o con pochissime risorse.

Un percorso che continueremo a fare anche quando il 2025 sarà finito, qualche riflettore sarà spento, qualche bando si sarà chiuso e qualche finanziamento cessato.

Ma intanto godiamocelo tutto, questo anno GO!2025, abbattendo quegli ostacoli che ancora persistono, ormai più nella nostra testa che sul terreno, a partire dalla conoscenza della lingua e della cultura del nostro vicino. La nostra Capitale europea della Cultura è un messaggio estremamente positivo per tutta l’Europa dove stanno prevalendo i particolarismi, gli sguardi a un passato che tutti speravamo morto e sepolto, i timori di una guerra vicina alle porte di casa.

Presenteremo il programma dell’edizione primaverile de Il libro della 18.03 sabato 22 marzo, alle ore 11, a Nova Gorica, alla Libreria Caffè- Knjigarna kavarna Maks. Sarà nostra ospite, per l'occasione, la critica letteraria Ana Geršak che collabora con numerosi giornali, riviste e reti televisive italiane e slovene. Ana, che ringraziamo per la disponibilità, ci aiuterà nella traduzione italiano sloveno e viceversa.

Pur restando Gorizia il centro delle iniziative, la rassegna porterà il logo di GO!2025 anche in altre località del territorio come Sagrado, Gradisca d’Isonzo, Villa Codelli, a Mossa e, appunto, Nova Gorica.

Saranno complessivamente dieci gli incontri con l’autore, a partire da giovedì 3 aprile. La rassegna si concluderà, come negli ultimi anni, a Sagrado, il 3 maggio, con la consegna del Premio Roberto Visintin, arrivato alla sua quinta edizione e organizzato e promosso dall’Associazione culturale Apertamente e dalla Fondazione che porta il nome del giovane studioso scomparso prematuramente qualche anno fa. La commissione che aggiudicherà il premio, composta da Emanuela Masseria, (presidente), Mario Brandolin e Marco Menato, ultimerà i propri lavori, tanti sono i libri pervenuti, quando il programma della rassegna sarà già stampato e diffuso e conosceremo il nome del vincitore in corso d’opera.

Per il resto la rassegna vedrà qualche gradito ritorno con nuove opere: la maggioranza saranno delle new entry, anche molto conosciute. Non mancherà la consueta lectio domenicale, che questa primavera vedrà a Mossa Marzio G. Mian, giornalista e scrittore che ha svolto inchieste e reportage in 58 Paesi del mondo. L’autore nel 2023 ha ricevuto il True Story Award, premio per il Miglior reportage internazionale. Mian, giornalista affiliato al Pulitzer Center di Washington, ha anche fondato la società giornalistica non profit The Arctic Times Project (Usa), che racconta le conseguenze del cambiamento climatico nella regione artica. Tra i suoi ultimi lavori: Guerra bianca, Maledetta Sarajevo (con Francesco Battistini), Volga Blues (2024).

Grazie a tutti quelli che da tanti anni ci supportano, a vario titolo, e che anche in questa occasione hanno voluto starci vicino permettendoci così di portare avanti questo progetto, conosciuto e apprezzato anche aldilà della nostra Regione, del quale siamo orgogliosi.

Vi invitiamo ad essere, come sempre, numerosi: vi aspettiamo..

lo staff de Il libro delle 18.03

Caterina, Sara, Franca, Giorgia, Valentina, Nevio, Max, Andrea, Nicola, Marino, Massimo, Marco, Paolo

 

Pomlad prihaja in z njo, točno tako kot že od leta 2008 dalje, se vrača tudi literarna prireditev Knjiga ob 18.03. Leto 2025 in Nova Gorica Gorizia – Evropska prestolnica kulture  bosta imela za Knjigo ob 18.03 velik pomen, saj gre za niz literarnih večerov, ki so se od vedno dogajali na meji.

Evropski naziv, ki združuje ti dve mesti, je prebivalcem in številnim združenjem na obeh staneh meje pomenil potrditev in vrhunec poti dialoga, v katerega smo vedno verjeli. V tej smeri smo organizirali številne dogodke, pogosto tudi brez ali z minimalnimi finančnimi sredstvi.

To pot bomo nadaljevali tudi po letu 2025, ko se bodo žarometi prižgali kje drugje, razpisi zaprli in financiranje ustavilo.

Za zdaj pa v celoti zaživimo v letu GO!2025 in skušajmo porušiti ovire, ki še vedno obstajajo - zdaj bolj v naših glavah kot v resničnosti - začenši s poznavanjem jezika in kulture naših sosedov. Naša evropska prestolnica kulture je zelo pozitivno sporočilo za Evropo, kjer prevladujejo partikularizmi, pogledi v preteklost, za katere smo upali, da so bili že zdavnaj pokopani - in strahovi pred vojno pred vrati.

Program spomladanske izdaje Knjiga ob 18.03 bomo predstavili v soboto, 22. marca, ob 11. uri v Novi Gorici v Knjigarni kavarni Maks. Naša gostja bo tudi literarna kritičarka Ana Geršak, ki sodeluje s številnimi slovenskimi in italijanskimi časopisi, revijami in televizijami. Ani se zahvaljujemo za razpoložljivost, pomagala pa nam bo pri obojestranskemu slovensko-italijanskemu prevodu.

Čeprav ostaja Gorica središče literarnih dogodkov, bo prireditev z logotipom GO!2025 potekala tudi na drugih lokacijah: v Zagraju, Gradišču ob Soči, Vili Codelli v Mošu in seveda v Novi Gorici.

Skupaj se bo zvrstilo 10 srečanj z avtorji, začenši s četrtkom, 3. aprila. Prireditev se bo zaključila, kot že prejšnja leta, 3. maja v Zagraju s podelitvijo Nagrade Roberto Visintin, ki je dosegla peto izdajo in jo organizirata kulturno društvo Apertamente ter fundacija, nosilka imena mladega raziskovalca, ki je pred leti preminil. Žirija (Emanuela Masseria – predsednica, Mario Brandolin, Marco Menato) bo zaključila svoje delo šele, ko bo program že natisnjen, zmagovalca pa bomo spoznali med potekom.

Na dogodkih bo tudi nekaj avtorjev, ki so bili naši gostje že v preteklosti - seveda s svojimi novimi deli. Večina avtorjev pa bo z nami prvič, nekaj od teh je tudi zelo znanih.

Gost tradicionalne lectio bo tokrat Marzio G. Mian, novinar in pisatelj, ki je s svojimi reportažami poročal iz 58 držav. Leta 2023 je prejel True Story Award za najboljšo mednarodno reportažo. Mian, novinar pri Pulitzerjevem centru (Washington), je ustanovil tudi neprofitno organizacijo The Arctic Times Project (ZDA), ki dokumentira posledice podnebnih sprememb na Arktiki. Med njegovimi zadnjimi deli so Guerra biancaMaledetta Sarajevo (s Francesco Battistinijem) in Volga Blues (2024).

Hvala vsem, ki nas že leta podpirate na različne načine in ste nam tudi tokrat pomagali ohranjati ta projekt, ki je prepoznaven in cenjen tudi zunaj naše regije. Ponosni smo nanj.

Vabimo vas, da se nam kot vedno pridružite v velikem številu – pričakujemo vas!

Ekipa Knjiga ob 18.03

Caterina, Sara, Franca, Giorgia, Valentina, Nevio, Max, Andrea, Nicola, Marino, Massimo, Marco, Paolo