
È uscito per la casa editrice romana Lithos l’ultima fatica dello studioso Janko Toplikar, Dizionario storico del Goriziano tra l’Austria interiore e gli Stati successori (secoli XVI‑XX), un’opera che mette a disposizione degli studenti, degli insegnanti, degli studiosi e degli appassionati di storia locale – o meglio “localizzata” – il significato e il contesto temporale di 3.316 termini in uso per lungo tempo nelle province della Stiria, della Carinzia, della Carniola (con l’Istria interna), a Gorizia e Gradisca, a Trieste e Fiume, nonché nei diversi possedimenti minori degli Asburgo che confinavano con tale area. Province che costituivano quell’entità politico‑amministrativa autonoma chiamata Austria Interna o Interiore.
La ricerca delle voci – di natura istituzionale, giuridica, amministrativa, economica, artistica, ecclesiastica, sanitaria, ma anche riguardanti l’istruzione e la cultura, nonché la moda e la tessitura – si è concentrata in particolare sulla Contea di Gorizia e sulla sua storia dal XVI alla prima metà del XX secolo, includendo, date le complesse vicende vissute dalla nostra terra, gli inevitabili riferimenti all’età medievale e al Patriarcato di Aquileia, al Monfalconese, all’Istria, al Triestino e alla parte occidentale dell’odierna Slovenia.
L’opera di Janko Toplikar, pubblicata anche con il supporto della Fondazione Roberto Visintin che – affermano Evely Ann Todd e Paolo Polli, Presidente e Direttore della Fondazione stessa – può sembrare, e forse lo è, se si allarga lo sguardo al panorama editoriale contemporaneo, un prodotto bibliografico d’altri tempi. Oggi, infatti, di fronte a un dubbio di qualsivoglia natura, si ricorre subito (e, a volte, soltanto) al cosiddetto principe della ricerca, cioè Google, e bene o male ci si accontenta del risultato che in pochi secondi ci viene catapultato sullo schermo del nostro computer, non si sa bene sulla base di quali sofisticati criteri.
Il Dizionario, invece, vuole porsi a fianco del ricercatore e aiutarlo a comprendere le mille frastagliate vicende culturali che hanno caratterizzato quello che è diventato il confine orientale, ma che nel corso dei secoli era un passaggio obbligato di culture e popoli diversi. Uno strumento, quindi, interdisciplinare, utile sia allo studioso (una volta si diceva alle “persone colte”) sia al ricercatore professionale e che, proprio per le sue caratteristiche, non vuole mettere un punto fermo a ogni domanda, ma presentare con parole piane lo stato della questione.
Per questo motivo la Fondazione Roberto Visintin, che fin dalla sua nascita è sempre stata vicina a problematiche di natura storica, ha sposato in pieno l’operazione editoriale e ha concesso, oltre al patrocinio, anche un contributo finanziario per la copertura delle principali spese editoriali, con la speranza che le istituzioni culturali ed educative (archivi, biblioteche, musei, scuole e università), non solo quelle strettamente locali, compiano la loro parte mettendo a disposizione dei propri utenti tale repertorio, frutto della passione e della lunga esperienza dell’Autore nella diffusione delle tematiche storiche.
Janko Toplikar è stato docente, traduttore dallo sloveno, autore di numerose pubblicazioni in campo pedagogico e storico. Tra gli altri suo lo studio L’altopiano di Tarnova ieri e oggi: uno studio di geografia antropica.
