Cari amici delle 18.03,

ci stiamo avviando verso la fine dell’estate in una situazione generale che definire difficile sembra davvero poco.

In particolare, la guerra di invasione russa all’Ucraina, oltre ai gravi lutti e distruzioni che sta procurando a quelle popolazioni cui va tutta la nostra solidarietà, sta condizionando la nostra vita di ogni giorno e ancora di più lo farà.

La crisi energetica, diretta conseguenza del conflitto e di una feroce speculazione, si rifletterà sui nostri consumi, sulle nostre abitudini, sull’economia che a stento stava uscendo da due anni di pandemia non ancora sconfitta.

Già molte aziende stanno rallentando la produzione, alcune si sono già fermate e altre lo faranno a breve e, purtroppo, non si intravvedono all’orizzonte segnali che possano invertire questa tendenza.

Meno produzione significa meno occupazione per i giovani che cercano un lavoro e rischi di perderlo per chi già lo ha.

Ci aspettano mesi difficili, di ristrettezze per molti non abituati e di peggioramento della situazione di difficoltà per chi è già in povertà, con un inevitabile allargarsi delle differenze economiche e sociali tra sempre meno ricchi e sempre più poveri.

Sono situazioni che pensavamo lontane, che non prevedevamo ci potessero coinvolgere. Per questo la speranza nella pace è il migliore augurio che possiamo rivolgere e rivolgerci.

Il mondo della cultura è quanto mai sensibile a queste dinamiche, lo è sempre stato e userà le sue pacifiche armi per chiedere con forza un radicale cambiamento, che i popoli non si dividano come sta succedendo a causa dell’invasione e della guerra in Ucraina. L'auspicio è che si faccia come in queste nostre terre, una volta divise e in conflitto, oggi accomunate da un percorso comune, espresso nel simbolo di Nova Gorica e Gorizia capitale europea della Cultura 2025.

Il libro delle 18.03 con la sua rassegna sarà puntuale all’appuntamento autunnale. Inizierà il 6 ottobre e terminerà il 27 dello stesso mese, dieci appuntamenti, alcuni dei quali anche fisicamente a cavallo del confine, come da tante edizioni stiamo realizzando. Abbiamo sempre creduto in questo appuntamento e nel nostro piccolo vogliamo proporlo come occasione unica per il nostro territorio, ben aldilà del perimetro cittadino. 

Come sempre sveleremo il programma a ridosso del primo appuntamento, in una conferenza stampa che sarà anche occasione per ritrovare, dopo la pausa estiva, il nostro affezionato pubblico e i tanti compagni di viaggio che, di edizione in edizione, da quel lontano ottobre 2008, si avvicinano a noi e si trasformano anche in preziosi collaboratori e promotori della rassegna. 

Negli ultimi anni abbiamo incontrato nelle varie sale, luogo dei nostri incontri, molti giovani e vogliamo continuare a farlo proponendo anche autori che parlino dei loro problemi, delle loro speranze. 

Si sente spesso dire che alle iniziative culturali o alle presentazioni di libri c’è sempre e solamente un pubblico adulto. E' vero e per alcuni versi anche fisiologico. Ma è altrettanto vero che quando si sono trattate tematiche di loro interesse, hanno sempre risposto. Dobbiamo continuare a insistere, se possibile anche entrando con le nostre iniziative nelle scuole o nel mondo del lavoro.  

Ci vediamo presto, sperando di non tradire le vostre aspettative e la vostra fiducia, ciao.

Paolo Polli e lo staff delle 18.03